Primo Convegno Internazionale sui diritti delle donne e analisi comparativa

Nella splendida cornice seicentesca della Villa Ca’ Rezzonico di Bassano del Grappa, in occasione della festa della donna, si è svolto sabato 11 marzo il Convegno Internazionale I diritti delle donne, il primo evento che a livello nazionale ha permesso un confronto tra realtà giuridiche, organizzato da Kaoutar Badrane, Presidente di Agami Dialogo Giuridico Interculturale, per promuovere il dialogo, sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti della donna e magari creare un protocollo che racchiuda i diritti minimi fondamentali da garantire alle donne nei diversi  Paesi.

Illustri ospiti e relatori del mondo giuridico e sociale hanno partecipato a un’analisi comparativa di diversi sistemi legislativi e dei diritti delle donne tra tradizione e modernità nei paesi arabi e africani, con un focus sul Marocco, nei Balcani e in Italia, col prezioso contributo dell’Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia Hassan Abouyoub, del Console onorario del Mali l’avv. Gianfranco Rondello e del console generale del Marocco a Verona Nezha Attahar (il programma completo in calce all’articolo).

Il dott. Abouyoub ha ribadito che le tre religioni monoteiste del Mediterraneo condividono la stessa giurisprudenza della famiglia e che in passato la donna nell’Islam era a pari statuto con l’uomo. <<Prendendo il mio paese come riferimento – ha affermato,- su alcuni aspetti del codice di famiglia il Marocco è più avanzato dell’Italia per quanto riguarda i diritti della donna>>.

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Per il focus sul sistema legislativo marocchino sono arrivati anche ospiti dal Marocco: il dott. Ahmed Mazari, giudice incaricato delle cause di famiglia dei cittadini all’estero, la dott.ssa Jamila Ouhida, professore ordinario di diritto internazionale e privato all’università di Rabat, e la dott.ssa Khadija Aqebli, avvocato del diritto di famiglia dell’Ordine di Marrakech che si è battuta per la modifica del codice. La nuova Costituzione del 2011 garantisce l’uguaglianza tra uomo e donna, il supporto alle divorziate tramite un fondo di solidarietà sociale, l’affidamento dei figli, nonché il diritto alle donne non sposate di trasmettere la cittadinanza e la legittimità dei figli nati fuori dal matrimonio. Il nuovo codice di famiglia entrato in vigore il 5 febbraio 2004 ha introdotto la “clausola di monogamia” che presuppone l’autorizzazione della prima moglie al marito per sposare la seconda.

Dopo l’indipendenza del Mali il ruolo della donna è stato rivalutato, come ha riferito il console onorario dott. Rondello: nel 2011 il paese ha avuto un primo ministro donna, in Europa accaduto soltanto in Germania e in Gran Bretagna. Nel 2012 l’uguaglianza tra la donna e l’uomo è stata però ostacolata dall’invasione degli integralisti che applicano una lettura distorta della sharia e del Corano che nega alle donne l’istruzione, lo sport e la musica. Si entra nel merito del contesto sociale con la dott.ssa Ikram Benhassan, educatrice della Comunità Donna-Bambino a Bologna: più del 50% di immigrati in Italia sono donne ed esse portano con sé un bagaglio culturale spesso non riconosciuto. Il mediatore linguistico non ha le competenze per fare da mediatore culturale; diventa quindi urgente formare la figura di “mediatore giuridico”. Arrivato dall’Arabia Saudita, il dott. Al Shareef Hassan Ali, presidente dell’Organizzazione arabo-tedesca per lo sviluppo giurista, ha sottolineato l’uguaglianza tra la donna e l’uomo nell’Islam: <<La donna è mia madre, mia sorella, mia moglie, mia figlia, essa è come l’acqua, il cielo, il sole, la vita>>.

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Per quanto riguarda i Balcani, le dott.sse Marija Lalevic e Mara Janjic, dell’Ordine Avvocati di Belgrado, attive sia a livello nazionale che europeo nei Balcani in materia di tutela della donna e diritto di famiglia, hanno riferito che le donne serbe hanno raggiunto l’uguaglianza con gli uomini nel XIX secolo. In Serbia le donne laureate superano gli uomini, ma sono ancora molto discriminate nel mondo del lavoro. Anche in Macedonia vige la parità tra i sessi, ma l’ignoranza porta a credere che esse non abbiano per esempio diritto all’eredità. L’avvocato vicentino Amilda Bibaj ha ripercorso l’evoluzione della condizione femminile in Albania, suo paese d’origine, che dal punto di vista legislativo è molto vicino all’Italia. Risale al 1400 il primo codice consuetudinario scritto che considerava la donna un mero oggetto. Nel 1945 il regime comunista di Enver Hoxha aveva eliminato molte libertà personali, ma i diritti e gli obblighi dell’uomo e della donna erano gli stessi: entrambi dovevano istruirsi e lavorare. Il codice di famiglia introdotto nel 1982 dal regime è tuttora in vigore, adattato al sistema democratico.

Le avv.sse Alessandra Bocchi, Masina Varriale e Anna Maria Muraro, dell’Ordine Avvocati di Vicenza, e l’avvocato bellunese Sonia Sommacal hanno illustrato la legislazione italiana, ribadendo la necessità di dare supporto psicologico sia alle donne, sia agli uomini maltrattanti, che spesso hanno subito violenza da piccoli, una procedura esistente solo a Firenze. La legge sul femminicidio è nata nel 2013 perché l’emergenza sociale rendeva necessaria una norma che disciplinasse il reato di genere, che include l’omicidio, i maltrattamenti e lo stalking. Due sono i rimedi adottabili in caso di violenza: il codice Rosa, un protocollo sperimentato in Piemonte e Toscana per dare supporto a donne e minori, e un fondo istituito dall’UE e attuato in Campania per il sostegno psicologico alle vittime e l’inserimento nel mondo del lavoro. La donna come soggetto di diritto è una questione recente in Italia: risale al 1946 il suo diritto di voto e al 1948 il principio della parità di genere. <<L’Italia ha da imparare dal Marocco – ha affermato l’avv. Muraro,- perché da noi la lentezza giuridica ha spesso negato la tutela alla vittima>>.

La dott.ssa Nezha Attahar, Console del Marocco a Verona, ha esortato infine a combattere l’ignoranza con la cultura, per eliminare i pregiudizi tra l’opinione pubblica e gli esperti. La presenza di seconde generazioni e di avvocati di origine straniera nati o cresciuti in Italia rende preminente la conoscenza reciproca.

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Le donne del mondo combattono per gli stessi diritti e ideali. Sebbene la strada per la piena parità tra uomo e donna sia lunga, sono necessari altri contributi, come il convegno internazionale di Bassano del Grappa, per diffondere la cultura del dialogo. Agami ha come obiettivo la promozione di proposte democratiche su accordi bilaterali tra l’Italia e il Marocco per favorire il dialogo giuridico e interculturale, e in quest’ottica al termine del Convegno è stato deciso di creare la prima commissione di studio in materia di diritto di famiglia.

L’evento è stato promosso da: Agami, Latterie Vicentine, Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Vicenza, Consolato Generale del Regno del Marocco a Verona, Volontariato in Rete Vicenza, Arab/German Green Development Organization (AGDO), Convergence.

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Villa Ca’ Rezzonico

Saida Hamouyehy

Programma evento:

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Intervista a Sua Eccellenza l’ambasciatore del Regno del Marocco dott. Hassan Abouyoub sul convegno:

 

Intervista all’avv. Kaoutar Badrane, organizzatrice del Convegno Internazionale.

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Autore: saidaamou

"Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi".

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